poarta-de-vestLa Porta dell’Ovest (1573) è stata progettata e costruita durante il regno del principe Stefano Báthory. A un certo punto, era l’unica entrata nella fortezza. Nella stampa di Houfnagel, la porta aveva sopra una torre con più livelli. Nella galleria di accesso c’era una camera di sorveglianza e il meccanismo per il sollevamento della ponte. Secondo la stessa fonte, nella prossimità della porta è stata costruita una torre che aveva nella parte superiore un meccanismo di orologio.

Il muro che unisce il Bastione Ciunt e il Bastione Bethlen: il lato che unisce la Porta dell’Ovest con il Bastione Bethlen è stato costruito più tardi delle altre. È stata fatta da calcare da Betfia e mattoni. Nella sua estremità del sud, interiore, si possono osservare tracce di una costruzione antica ora sparita.

bastionul-betlenIl Bastione Bethlen è stato finito, secondo le iscrizioni che si trovano sul muro, nel 1618. È stato eretto sotto la sorveglianza dell’architetto Giacomo Resti di Verna. Il suo nome viene dal principe che lo comandò, Gabriele Bethlen. In effetti, si può vedere anche una lapide con un’iscrizione in latino e sopra, il blasone del principe costruttore. L’iscrizione è stata recentemente ristorata e conservata.

legenda-cetate

Curtina-dintre-Bastionul-Bethlen-CraisorulIl muro che unisce il Bastione Bethlen e il Bastione Craisorul è stato costruito nell’estate del 1599, fino al 1604, secondo le fonti che descrivono i lavori intrapresi a Oradea. Non si può trovare su nessuna stampa o piano anteriore, né a Giovan-Marco Isolano o Cesare Porta (1598 – 1599), né a Houfnagel. Tutti indicano la presenza di un vecchio muro medievale in questa zona, al fine dello XVI-esimo secolo. Il suo aspetto, calcare da Betfia, pietra dalle più vecchie costruzioni medievali, mattoni, scisti cristallini, lastre d’ardesia, hanno determinato l’ipotesi che essa sia stata costruita dalla guarnigione austriaca rimasta nella fortezza fino al 1606.

bastionul-craisorulIl Bastione Craisorul è stato progettato dall’architetto italiano Giulio Cesare Baldigara ed è stato costruito trai l 1569 e il 1570, durante il regno del principe Giovanni Sigismundo. È coperto da un paramento in pietra stagliata, blocchi di varie dimensioni disposti su 15 strati. Sul lato d’est mancano tanti elementi di costruzioni, lasciando a vedere che c’è dietro: pietre dal fiume, pezzi di scisti e lastre, mattoni e vari frammenti architettonici dalle costruzioni medievali. Una parte dai blocchi del paramento sono stati ottenuti tagliando dei frammenti architettonici dalle vecchie costruzioni, montate sul muro con le parti profilate verso l’interiore.

Curtina-dintre-Bastionul-craisorul-rosuIl muro che unisce il Bastione Craisorul e il Bastione Rosso è la connessione tra i due bastioni, consolidata con i lavori del Bastione Rosso, durante il periodo tra il 1584 e 1598. Alla base del muro si possono vedere i blocchi di pietra, e sopra, si alza una parete fatta di 89 strati di mattoni. Il cinto è più visibile nella parte superiore del muro ed è più basso del cinto del Bastione Rosso, però, più alto di quello del bastione Craisorul, mostrando le diferenze temporali della costruzione.


bastionul-rosuIl Bastione Rosso è stato costruito all’ordine del principe Stefano Báthory. Esso conosceva più fasi della costruzione che è durata tra gli anni 1580-1598, l’anno dell’assedio turco, quando si osserva che questo mancava solo una parte del riempimento. La concezione originale gli appartiene all’architetto italiano Domenico Ridolfini da Camerino, il quale imprime un aspetto grandioso, però si completerà secondo i piani più realistici di un altro architetto italiano, Ottavio Baldigara.
L’assedio del 1660 ha danneggiato gravemente la parte d’est di questo bastione, su una superficie di circa 25 metri. Questa parte sarà rifatta e rinforzata con quasi un metro in più.
Se gli altri bastioni della fortificazione hanno una terminazione, triangolare nella cima, il Bastione Rosso ha una terminazione rotonda; è certo che hanno addotto questo metodo per ferire il bastione dai cannoni e a causa della superficie grande che doveva coprire.

Curtina-dintre-Bastionul-Aurit-RosuIl muro che unisce il Bastione Aurit e il Bastione Rosso è stato costruito probabilmente tra gli anni 1582 e 1583, perche l’anno prossimo era già menzionata in un documento. Il progetto apparteneva all’architetto italiano Domenico da Camerino, che stava a Oradea a quel tempo.

All’inizio, il muro era continuato, senza una porta d’accesso, Porta d’Est essendo costruita durante il regno asburgico, tra 1775-1777.



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Il ponte, il fossato, la controscarpa verso la via Dobrogeanu-Gherea. Il ponte è sicuramente contemporaneo della costruzione della Porta d’Est, 1775-1777.

La controscarpa e il fossato sono ben definiti nel riguardo al lato del sud e oggi sono diventati spazi verdi, un parco realizzato recentemente.

 

bastionul-auritIl Bastione Aurit è stato costruito, come risulta anche dall’iscrizione che si trova su una delle pietre, nell’anno 1572, all’ordine del principe Stefano Báthory. Il nome fu dato dalla famiglia Báthory. Siccome si può vedere anche il blasone dorato della famiglia. Questo bastione fu fortemente affettato dagli assedi turchi a causa del suo orientamento verso la collina Gatto (Ciuperca), da dove l’artiglieria ottomana bombardava la fortezza negli anni 1598, 1658 e 1660. Le riparazioni sono diventate inevitabili dopo il 1660, quando le casematte del Bastione Aurit e del Bastione Rosso sono state smantellate, insieme al muro che gli univa e, in un’altra parte, le bombe turche hanno fatto una grande apertura. Dopo 1692, un’altra grande riparazione si è intrapresa nel lato nordico del bastione che è stato gravemente deteriorato.
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Curtina-dintre-Bastionul-Aurit-CiuntIl muro che unisce il Bastione Aurit e il Bastione Ciunt è stato costruito tra il 1580 e il 1581, negli ultimi anni del regno di Cristoforo Báthory. È un muro massiccio, fiancato sull’interno da casematte. La base è costruita di blocchi massicci di pietra, cosi come il cinto, e i mattoni sono quelli che svolgono il ruolo più importante nell’aspetto del muro. Al suo torno, è stato affettato da assedi e bombardamenti e quindi la sua parte superiore, sopra il cinto è stata rifatta presto, con pietra lorda portata dalla cava di calcare da Betfia.

bastionul-ciuntIl Bastione Ciunt pare che sia stato costruito, o al meno cominciato durante il regno del principe Giovanni Sigismundo. Nel periodo dell’assedio turco dal 1598, il comandante dell’artiglieria, italiano, scrisse nel rapporto per i suoi superiori che il bastione è stato costruito durante Stefano Báthory (1571-1575). Lo stesso personaggio storico ci ricorda che, perche spese tanto tempo senza essere finito, è stato chiamato Ciunt (storpio). Il più probabile è che sia eretto intorno al 1574 e 1580.

bastionul-ciunt-2Nel 1581, il principe della Transilvania, Stefano Báthory parlava in un documento odei tre bastioni finiti nella fortezza di Oradea. Sul 17 e 21 ottobre 1598, durante l’assedio, il Bastione Ciunt fu due volte minato e gravemente avariato. Un anno dopo, nel 1599, la sua cima sarà rifatta sotto la sorveglianza di Cesare Porta e poi, Giovan-Marco Isolano. L’anno della rinnovazione è iscritto sull’ultimo blocco del cinto – 1599. Durante l’assedio del 1692, il lato nordico soffrirà, essendo, in sostanza, distrutto, a differenza del fianco d’ovest che rimase quasi intatto. Questo sarà rifatto durante la dominazione asburgica.

All’interno del bastione è stato costruito un Teatro d’estate con gli annessi necessari per il suo buon funzionamento.

corpul-aCorpo A – il Palazzo principesco è stato costruito tra gli anni 1620 e 1629, durante il regno di Gabriele Bethlen, secondo i piani dell’architetto italiano Giacomo Resti. Dal punto di vista cronologico, questo corpo chiude un’epoca. Più specifico, questa costruzione mette il punto sulla fortezza medievale dell’Oradea ed è configurata nel punto zero della fortezza rinascimentale, essendo il primo edificio eretto nell’attuale complesso. La funzione iniziale era quella di fortificazione, ma anche Palazzo Principesco. L’edificio era considerato la seconda residenza principesca dopo di quella da Alba Iulia.

sala-cu-grifoniDurante i secoli, si è intervenuto tante volte sulla costruzione, per ripararla. La testimonianza della sua grandezza è conservata fino ad oggi nella Sala con griffoni.
Adesso, la sala e sotto un ampio processo di riabilitazione e restauro, con il sopporto di un programma europeo, svolto dalla città di Oradea, attraverso il programma operazionale regionale 2007-2013. Nel futuro (fino il 2015), questo lato del Palazzo sarà ospiterà un Museo della fortezza e del Municipio di Oradea, una biblioteca, quell’Asylum litterarum che fece così famosa la fortezza di Oradea (la biblioteca del vescovo Ioan Vitéz di Zredna che conteneva libri copiati o comandati dall’Italia. Su questa biblioteca è stata fondata la celebra biblioteca „Corviniana” di Mattia Corvino e ha servito per l’elevazione di tanti principi, diplomati e umanisti transilvanici). Nel sottosuolo, sarà allestito un lapidario. Tanti degli oggetti esposti sono stati scoperti durante il processo di riabilitazione. Fra loro, le più indicative sono le fondazioni da una parte e l’altra della vecchia cattedrale gotica, più esatto, il muro nordico della torre nord’ovest della cattedrale medievale.

corpul-bIl palazzo principesco, ora il Corpo B è stato costruito in tre fasi, tra 1620 e1629, 1638-1648, sotto la protezione del principe Gabriele Bethlen, secondo i piano dell’architetto italiano Giacomo Resti; l’ultima fase sarà quella del 1881-1882, quando appare un nuovo edificio con l’aspetto di una caserma, fondata sul vecchio Palazzo principesco. All’inizio era il legame tra la vecchia cattedrale gotica e il palazzo vescovile rinascimentale e il corpo A che svolgeva un ruolo di residenza principesca.

Adesso unisce l’estremità del sud del palazzo con la chiesa barocca. Questo corpo dell’edificio apparteneva alla seconda fase della riabilitazione, restauro e rivitalizzazione finanziata nel Programma operazionale regionale. Dentro funzioneranno, dopo la riabilitazione, un Centro di Restauro, il Museo Cittadino d’Arte, il Museo multiconfessionale e il centro di Studi religiosi, ed anche la Casa dei matrimoni.

corpul-cIl Corpo C, il lato del sud-est del Palazzo Principesco è stato costruito tra gli anni 1638 e 1648, durante il regno di Giorgio Rákóczi I. I suoi piani sono stati elaborati al commando del capo transilvanico, dall’architetto Emeric Sardi, da Cluj. Così come gli altri due corpi, anche il Corpo C conserverà il ruolo di residenza del principe. I sette archi che chiudono la veranda sulla facciata esteriore sono molto interessanti. Durante il periodo tra i secoli XVIII – XIX, s’interverrà tante volte su questa costruzione.

Il grado di conservazione del corpo è abbastanza buono, ma adesso sarà riabilitato dal 2015, ospiterà una Galleria d’Arte e un Centro di formazione e perfezione nel management culturale.

biserica-din-cetateLa chiesa romano – cattolica della fortezza, costruita durante la dominazione dell’Impero austro-ungherese, secondo i piani dell’architetto Lodovico Marini, sopra una struttura più vecchia, alcune di cui conservano, secondo gli storici e architetti, elementi di costruzione turchi. La chiesa è stata eretta durante le operazioni di restauro tra gli anni 1775-1777, vicino all’ala del palazzo principesco, il corpo C. La costruzione barocca serviva all’inizio solo la guarnigione militare della fortezza. Durante le Guerre napoleoniche (1793 – 1813) e un po’ dopo, servirà come chiesa per i prigionieri francesi. Nell’incendio che brucia la città nel 1836, la torre barocca è distrutta e al suo posto è costruita una torre piramidale semplice.

Nei nostri giorni, dopo un lungo periodo – quasi cinque decenni di ateismo comunista – è stata usata al posto di deposito, e poi, rifatta e adesso funziona come chiesa per i slovacchi romano – cattolici di Oradea.

corpul-dIl corpo D, l’edificio dello Stato maggiore della guarnigione austriaca è stato costruito nel 1775. Da un punto di vista concettuale, l’edificio appartiene allo stesso architetto militare, Lodovico Marini. Sembra che nel posto occupato da questo corpo, con un livello più basso degli altri, avendo solo un piano, siano stati gli stalli costruiti durante il regno del principe  Rákóczy II, usato per la Porta d’Est.
Dopo l’ampio processo di restauro che estenderà fino al 2015, l’edificio trasformerà in un Asylum Artorum, Centro d’Eccellenza nel Campo Culturale e dell’Arte.

corpul-eIl corpo E, nella parte nordica del Palazzo Principesco, ha avuto più stadi di costruzione. Il primo stadio è stato cominciato durante il regno del principe Gabriele Bethlen. Tra gli anni 1620 e 1629 i lavori continuano secondo i piani dell’architetto Giacomo Resti. Nel terzo stadio (1638 – 1648), durante il regno di Giorgio Rákóczy I l’edificio sarà esteso. La forma attuale, che corrisponde all’ultimo stadio di costruzione, è data dalla campagna di restauro della fortezza, durante la dominazione austriaca, tra gli anni 1775 – 1777, secondo i piani dell’architetto militare Lodovico Marini.

All’inizio l’edificio aveva più funzioni. Prima serviva come dipendenza al Palazzo Principesco e posto per vivere per quelli che servivano il Corte.

Nel corso del XVIII secolo prenderà la funzione di caserma. La più terrificante funzione che ha mai avuto è stata di campo di transito per gli opponenti del regime comunista, tra gli anni 1945-1952.

Adesso, questo edificio è messo fuori servizio e marcata da rovina verso il cortile interiore. Dal punto di vista tecnico è l’edificio più precario del complesso architetturale della fortezza.  I lavori che saranno iniziati presto rifaranno lo spazio per essere capace di ospitare il futuro Centro Culturale Comunitario e la Biblioteca virtuale.

corpul-gIl corpo G (la facciata principale nordica) è sottoscritto dal punto di vista della costruzione nell’epoca dominata dall’architetto italiano, che lavorava per l’impero asburgico, Lodovico Marini. L’edificio è stato costruito tra gli anni 1775 – 1776, nella forma della lettera U. Durante il XIX – esimo secolo, questo soffrì alcuni interventi. Il suo ruolo era di magazzino alimentare e poi, dipendenza, e negli ultimi anni, studio di creazione artistica.

Secondo i piani di riabilitazione e rivitalizzazione della Fortezza di Oradea, il Corpo G ospiterà l’amministrazione della fortezza, con depositi, spazio amministrativo, di circolazione, gruppi sanitari, camera manutenzione.

corpul-hIl corpo H – la panetteria è stata costruita nel 1692, immediatamente dopo la conquista degli austriaci, all’ordine del generale Corbelli. La panetteria con i sei forni è stata realizzata, probabilmente, secondo i piani dell’ingegnere militare, il barone Ernst von Borgsdorf, il quale faceva i piani per le riparazioni della fortezza di Oradea, impiegato della Corte austriaca. Dobbiamo notare che c’era un edificio simile anche all’inizio, un “magazzino di cibi” e che dal 1692 fino al 1997, non meno di 305 anni, l’edificio conservò la sua funzione originale. Ora, l’edificio si trova nel mezzo di un ampio processo di restauro e, secondo ai piani per la riabilitazione e rivitalizzazione della Fortezza di Oradea, all’interno di questo edificio funzionerà, così com’è anche normale, un Museo del pane. Sarà un museo interattivo, dove quelli interessati potranno cuocere un vero pane, così come si faceva dei secoli fa. Ci sarà uno spazio per assaggio dei prodotti specifici, uno spazio per consumere questi prodotti, uno per la mostra e un altro, per la produzione.

corpul-iIl corpo I è stato costruito tra gli anni 1692 – 1714, all’ordine del capitano della fortezza. Fino alla metà del XVII – esimo secolo, è stato la sede dell’amministrazione militare austriaca e dell’unica dogana della città. La forma attuale è dovuta all’architetto Lodovico Marini ed è stata configurata tra gli anni 1775 – 1777, quando cambia anche la sua funzione, rimanendo una caserma per gli ingegneri militari della guarnigione di Oradea.

Nel futuro, il suo restauro sarà fatto grazie al finanziamento europeo, attraverso un progetto e funzionerà come un centro d’organizzazioni per le attività culturali. In pratica, ci sarà un Consorzio Culturale, con spazi e uffici, spazi amministrativi, sale per conferenze, centri per i volontari e un’aula per conferenze.

corpul-j-2Il corpo J è stato all’inizio la porta della fortezza (1573). Su di lui, e vicino a lui appoggiava la torre della porta e la torre con orologio, visibili nella stampa di Houfnagel. Ab initio nella sua parte destra c’erano le stalle e portico per le carrozze. Ha ricevuto la forma attuale con le sei luci durante il periodo fra 1775 e 1777, quando, sotto l’avviamento di Lodovico Marini sarà ricostruito. Allora si perdeva per sempre la torre con orologio. Manterrà una funzione di stalla, senza la torre di guardia, gli si aggiungerà una camera per le guardie.

Ora, le prime due luci con verande sono usate come ufficio e sono state già restaurate. Anche la terza luce, “La grotta rossa” è stata riabilitata e dotata, è uno spazio allestito anche per mostre. Pure l’esteriore è stato riabilitato. Speriamo che le ultime luci diventassero gallerie d’arte.

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Il Corpo K
– La caserma degli ufficiali (facciata del sud) è stata costruita tra il 1775 e il 1777 dall’architetto Lodovico Marini. I due edifici alzati allora (il magazzino del quartiere generale dello stato maggiore e la caserma ufficiale) sono stati uniti (tra di loro c’era un passeggio verso il corpo L) e sono diventati spazi d’alloggio per gli ufficiali. Sua costruzione è stata fatta, dicono le fonti, sugli altri edifici più vecchi abitati dai monaci paolini.
Secondo i piani di riabilitazione e l’intenzione di introdurre la fortezza nel circuito turistico di Oradea qui si farà un Centro Europeo, nella zona est, con spazi d’informazione/presentazione e tre centri gastronomici specifici che promuoveranno e perpetueranno la gastronomia locale e nell’ovest, uno studio per la lavorazione del metallo, una carpenteria, un laboratorio di ceramica, vetro e un antiquariato.

corpul-lCorpo L – la casamatta sul muro del nord è stata costruita tra il 1775 e il 1777 nel periodo dell’architettura dominato dall’architetto militare Lodovico Marini. Si tratta di una casamatta molto solida e spaziosa, garantendo una delle zone più esposte e più spesso attaccate della città. I cantini massicci provano quest’aspetto.

Oltre al suo ruolo primario, questo spazio ha avuto anche altre funzioni. Essendo molto solida, ma anche fredda e buia, ha funzionato anche come prigione. Se di solito “ospitava” solo i prigionieri della guerra della Casa d’Austria con Napoleone (1793 – 1813) qui ci sono stati circa 450 prigionieri, dall’esercito francese.

Il restauro della fortezza prevede la via Breslelor, nella parte d’est per creare una galleria di vino e cibo tradizionale, e ad ovest, le spazi annessi per il Teatro d’estate.

corpul-mIl Corpo M include il complesso formato dalla Porta d’Est e i due edifici e il Corpo di Guardia e le Stalle. Il muro costruito tra il 1582 e il 1583 per collegare il Bastione Aurit e il Bastione Rosso non provvedeva una porta d’accesso nella fortezza su quest’allineamento d’est. Su molti progetti, disegni o descrizioni fatte fino al 1776, quando è datato il progetto di Lodovico Marini, e quella di Szamoskozy [(1603), il piano di Benzini (1752) e Marini (1769)], qui non c’era alcuna porta. È stata aperta dal comandante militare solo nel 1777. La mancanza di una porta fino a questa data si giustifica a causa della sua esposizione ala collina Pisica (Ciuperca) da dove venivano tutti gli attacchi.

Sul lato sinistro della porta è stato costruito un posto di guardia, oggi diventata camera per la guardia della fortezza, e sulla sinistra, simmetricamente alla Porta d’Ovest, le stalle, questa volta con l’aspetto di una casamatta sepolta.
Per il prossimo futuro, questa zona è stata destinata alle attività culturali: club, teatro, cinema, teatro sperimentale, teatro per bambini, sale da ballo e magazzini.

corpul-pPalazzo d’Estate – il Corpo P è stato eretto intorno al 1572 quando fu costruito il Bastione Aurit, tra le sue orecchie furono costruite due casematte, che comunicavano tra loro attraverso un corridoio di collegamento. Un po’ più tardi, grazie probabilmente alla locazione sull’asso nord-ovest, sopra di loro è stato costruito, tra il 1638 e il 1641, un luogo di ricreazione principesca. La costruzione semplice, fatta di pilastri di pietra e tetto di tegole è menzionata come residenza estivale in certi documenti. Oggi si può vedere solo il sottosuolo, nella forma della lettera U.
Qui, grazie a finanziamenti dell’Unione Europea s’intende creare un Lapidarium della certezza.

Bibliografia selettiva